Henry Perez e sua moglie Suzanne Bartok, residenti in Arizona, non pensavano che utilizzando il kit Bulk Mailing 4 Dummies si sarebbero trovati a dover ripagare 236 milioni di dollari di danni ad un piccolo Internet Service Provider dello Iowa, CIS.net. Si tratta di un rarissimo caso, in cui un giudice federale statunitense ha condannato uno spammer a pagare un risarcimento stratosferico al provider bombardato; la comunità informatica sta seguendo con grande attenzione questo caso, perchè tutti sanno che la coppia non potrà mai versare quella cifra, nemmeno se vincesse alla lotteria. Ma il giudice John Jarvey ha creato un precedente giuridico che potrebbe potenzialmente generare una reale caccia agli spammer in tutto il mondo. E gli spammer stanno tremando.
Torniamo indietro di cinque anni. Secondo la ricostruzione fatta al processo dagli avvocati di Robert Kramer III, proprietario di CIS.net, nel 2003 i coniugi Perez hanno inviato al provider milioni e milioni di mail al giorno sfruttando il programma sopracitato, obbligando l’azienda a continui (e costosi) aggiornamenti software ed upgrade hardware per sostenere l’incredibile traffico generato sui loro server. Inoltre l’accusa sostiene che questo volume di dati inutili abbia impegnato quasi del tutto la loro banda disponibile generando un grande disservizio ai loro clienti (paganti), che dai cinquemila del 2001 sono scesi ai milleduecento del 2004. Nel rimborso che i condannati devono teoricamente pagare, sono compresi anche questi mancati guadagni.
Ma perchè inviare milioni di mail ad un piccolo ISP dell’Iowa?? Sempre secondo l’accusa, ciò è dovuto al fatto che l’indirizzo “cis.net” è molto simile a “cis.com”, indirizzo di CompuServe, un provider ben più grande, nel frattempo assorbito da AmericaOnLine. Ma gli avvocati di CIS non hanno guardato in faccia a nessuno, e forti di precedenti sentenze a loro favore contro altri spammer, sono andati avanti per la loro strada. CIS sostiene che da quando ha iniziato queste battaglie legali contro gli spammer, la posta spazzatura è notevolmente diminuita, almeno quella che transita attraverso i loro server. Questa volta, però, hanno alzato notevolmente il tiro. Ed il giudice John Jarvey ha dato loro ragione. Non importa se quei soldi arriveranno in minima parte, o non arriveranno proprio.
Gli spammer sono avvisati: fate pure, ma controllate bene l’indirizzo. L’ufficio legale di Robert Kramer III non va in ferie. Mai.
m.