Il nanosocial/02 continua… sempre più interessante.

La presentazione di Paola sulla “Lost Experience” mi ha aperto gli occhi sull’importanza del coinvolgimento del pubblico per il successo di una serie televisiva, e non solo. E’ questo il bello del nanosocial: conoscere persone e soprattutto imparare cose nuove, o vederle ed analizzarle da punti di vista nuovi, innovativi, comunque diversi. Subito dopo Paola, Gaspar ci ha raccontato l’avventurosa storia della propria famiglia per proporci una considerazione importante sulla volatilità delle nostre sicurezze: oggi è così, oggi va tutto bene, ma chi ci può garantire che domani andrà tutto bene?? Senza il minimo pessimismo, ma solo puro razionalismo. La discussione che ne è seguita è stata particolarmente ricca ed il mio commento è stato accolto da smorfie di sconcerto e disapprovazione. Del resto, criticare il ’68 è sempre un gesto audace…
Alessandra ha portato al nanosocial/02 una sua passione: il tango. Un’analisi curata ed attenta di questa bellissima e sensuale danza, che presuppone prima di tutto una perfetta coscienza di sè e poi, ovviamente, un’intesa di coppia molto forte. Curioso il paragone con lo studio di una lingua straniera: prima si imparano le parole di base (i passi di base), si studia la grammatica (come unire i passi), si costruiscono le prime frasi (finalmente si balla). E come con le lingue straniere il molto esercizio porta a costruire periodi più complessi e significativi, così con il tango si riesce a costruire una sequenza di passi e movimenti sempre più complessi. Notevola la ricerca iconografica su Flickr.com, rigorosamente Creative Commons.
Antonino, nel momento in cui scrivo, sta parlando di “Computer ta cyberpunk e transumanesimo”…

m.

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