La mia idea sui rifiuti di Napoli.

Discorso delicatissimo… i rifiuti. Speciali e non. Umani e materiali.
Sono sempre stato un nemico dichiarato degli ambientalisti ottusi, ossia di quella categoria di persone il cui vocabolario è composto solo dalla parola “NO”. No all’inceneritore. No alla discarica. No al nucleare. No al rigassificatore. No a questo. No a quell’altro. Ovviamente senza la minima conoscenza nè esperienza. Io sono sempre stato amico dell’ambiente in senso pratico e reale. Poche chiacchere, tanta sostanza. E non ho bisogno di addurre esempi per dimostrarlo.

Rifiuti a Napoli nel maggio 2003

Rifiuti a Napoli nel maggio 2003

Anche quest’anno c’è stata la “crisi dei rifiuti” a Napoli. Come già era successo altre volte nel passato. Immagini di montagne di rifiuti accatastati nelle strade che, regolarmente, vengono stampate nelle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Ed ogni volta che al tg apparivano queste montagne di rifiuti, mandavano in onda l’intervista della mamma di turno che si lamentava perchè non poteva far uscire i bambini per andare a scuola, dell’anziano che si lamentava perchè il cassonetto davanti la porta di casa era stato incendiato nella notte, dell’operatore ecologico che si lamentava perchè le discariche erano piene e non sapevano dove portare la roba. Soluzione: l’italiano tira fuori un sacco di soldi per smaltire in Germania i rifiuti che poi, senza se e senza ma, vengono bruciati, pardon, inceneriti. Con il calore prodotto dalla combustione dei rifiuti producono energia elettrica che, probabilmente, l’italiano è costretto a ricomprare a peso d’oro.
Ora torno tra le pareti domestiche. Ho dovuto combattere qualche buon annetto per convincere i miei familiari a separare la carta dalla plastica, prendere il Composter per mettere l’ “umido” (ma questo è possibile solo se si ha uno spazio verde), gettare il vetro negli appositi contenitori. Sono gesti semplici, anzi, semplicissimi, ma cambiare la mentalità delle persone è una delle cose più difficili che esista. Ovviamente, ci sono anche degli svantaggi: bisogna fare un minimo accumulo di differenziata, servono più buste o contenitori per raccoglierla, non ci sono i cassonetti ad ogni angolo. Ad oggi, il nostro “sacco nero della spazzatura” è diventata una mezza bustina della spesa con dentro solo quello che non si può conservare per più giorni per il rischio di cattivi odori (tipo gli imballi alimentari), oppure non rientra nella raccolta differenziata.
Quindi mi chiedo, anzi chiedo alla mamma di turno, all’anziano e all’operatore ecologico: ma a Napoli non si può fare la raccolta differenziata?? La carta viene riciclata (e rivenduta ai produttori, quindi non costa, anzi, fa guadagnare), la plastica, l’alluminio, il vetro uguale. Non esistono i cassonetti per la differenziata? Chiedeteli! Ho visto manifestazioni per il Napoli Calcio con migliaia di partecipanti e non si riescono ad avere mille cassonetti per la differenziata? Con la spedizione e lo smaltimento di un’ecoballa in Germania, ce se ne comprano a bizzeffe di cassonetti appositi. La camorra controlla i rifuti? Non è colpa nostra se vi volete tenere Bassolino a vita. In Comune prima ed in Regione poi. Cari campani, non volete altre discariche sulla vostra terra? Differenziate! Cari campani, non volete inceneritori? Differenziate!! Pensate che i fumi prodotti dagli inceneritori tedeschi non arrivino in Italia? Credete che le esalazioni di rifiuti abbandonati per strada siano salutari?

Boh.. fate come cazzo vi pare. Ma io non voglio pagare la vostra voglia di non fare niente. Compresa la raccolta differenziata.

m.

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One Response to La mia idea sui rifiuti di Napoli.

  1. Grano says:

    concordo pienamente moncio!

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