Era da un bel pezzo che non rimanevo a casa il sabato sera. Sinceramente non è un trauma così grande. Alla fine, ho fatto serata ieri sera e vista la posta in gioco, non posso che parafrasare Enrico IV di Francia:
“La tesi val bene un sabato”.
Aprendo la dashboard di WordPress (non so se ridere o piangere pensando che più della metà di chi leggerà non capirà cosa sia) mi sentivo leggermente più ispirato, puntavo ad un post da ricordare. Ho deluso le mie aspettative. Credo che la soluzione migliore sia incolpare il cancello di casa che fa le bizze con la pioggia; inutile dire che negli ultimi giorni si sia sbizzarrito…
Il tempo di questi giorni.. fino a pochi anni fa, ci si lamentava delle torrenziali piogge estive il giorno dopo, sotto il cocente sole o all’ombra di una pianta. Oggi no: si crea un gruppo su Facebook (il migliore: “ricordate all’onnipotente che il 21 giugno inizia l’estate, non l’inverno”), si condivide, si esprime il proprio apprezzamento, si commenta, si chatta. Poi si apre messenger per fare una conversazione a quattro. Così, agorafobici e demofobici superano le loro paure e comunicano con altre persone. Chiusi in casa, è vero, ma comunicano. Il social networking è anche questo.
m.