Tra un sudoku ed un trenino, tra una doppietta e una derapata, mille pensieri mi sono passati per la testa…
Il solito, il solito alternativo e il solito alternativo-variante. Passa il tempo e scorre tanta acqua sotto il ponte (visto che piove da due mesi, opposizione ladra!), ma qui non cambia un cazzo. Ma proprio niente. Oggi sono giunto alla positiva conclusione che ho perso tutte le battaglie, ma, e dico ma!, sono convinto che l’esito della guerra sia ancora nelle mie mani. Semplicemente perchè c’è sempre stato.
Sono a “meno poco” da un obiettivo che ho perseguito con tenacia negli ultimi sei anni. Ho sognato tante volte come sarebbe stato e sinceramente non credevo che sarebbe stato così. Sapevo che sarei arrivato lungo, questo è quasi dovuto alla mia carriera accademica. Quello che non mi aspettavo sono le condizioni al contorno (faccio ingegneria, mica Scienza dei coriandoli). Io, le persone che mi stanno intorno, ancora io e le persone che mi sarebbero dovute essere intorno, Berlusconi e Di Pietro, Bette Davis ed Edoardo Bennato. Per carità, sono felice, che mai sia messo in dubbio. Però quando frequentavo il primo anno mi ero costruito in testa un castello con il fossato, la torre con Mago Merlino, la merlatura guelfa, il trono ed i passaggi segreti. Il relativismo mi spinge a pensare che alla fine questo castello esista. Magari non hanno ancora aggiornato le mappe del TomTom e per questo non lo trovo. Forse non è ancora pronto per me e allora ben venga che non mi abbiano dato le chiavi e la parola d’ordine per far abbassare il ponte.
E qui la classica domanda: che minchia c’entra il titolo?? Semplice: Sunzi. Appartengono all’Arte della guerra queste parole: Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere. Meraviglioso no? Sono di pace, ma sto vivendo una guerra silenziosa. Sono un grande condottiero, quindi vincerò senza combattere. La domanda vera è “che cazzo vincerò??”.
E poi, essere “puri come la neve di New York” è un complimento? Trent’anni fa si, ora no. Cambia il mondo, cambiano le generazioni, cambiano i complimenti. Kim, ora canteresti “sei pura come la neve di Escobar”. Mondo boia.
Continuo, visto che la sigaretta non è finita: signorine, andare in centro durante Umbria Jazz scalze non è una buona idea. A meno che non abbiate i piedi al titanio. Mi è parso di no…
Insisto: Attìì, non posso spostare la festa di un giorno, nemmeno di un mese o di un’ora. Mi dispiace.. dajelo tutto ma occhio al tutor..
E torniamo al principio: i mille pensieri. Il solito, il solito alternativo e il solito alternativo-variante. Evidentemente mi devono piacere, altrimenti li avrei rimossi.
Ci sentiamo domani, chiamami quando approdi at home.
m.
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