.. se la speranza è l’ultima a morire, mi sa che stiamo aspettando un fantasma. Il discorso torna, un fantasma non muore, ma appare a pochi.
Come sempre ho fatto, proseguo sulla mia strada. Però, mi sarei anche un tantino scassato la minchia dei “lavori in corso”. Perchè alla fine mi ci sono messo d’impegno con catatonica pazienza, e con la stessa catatonica pazienza ho insistito, nonostante tutto, a mettermici d’impegno. Cazzo, però! Io che non ho voluto mai credere nel destino (o comunque gli ho solo attribuito qualche colpa..), mi vedo costretto a crederci. Diamine. Non sono qui per raccontare i cazzi tuoi, i cazzi suoi, i cazzi nostri, i cazzi vostri o i cazzi loro. Una volta dimostrata la mia padronanza degli aggettivi possessivi, mi permetto di affermare che sono qui per raccontare i cazzi miei. In codice, ma pur sempre i cazzi miei. Purtroppo sono un testardo e continuo, insisto, risbatto il muso e via. Pronto a risbattere il muso. Ad oggi, posso tranquillamente affermare che il 2009 sia stato l’anno più intenso ed importante della mia vita: fino a poco tempo fa credevo che fosse stato il 2003.. la patente, strani prefissi telefonici, la maturità, il candore, l’inizio dell’università, mille altre cose. Invece nel 2009 sono successe mille altre cose che hanno superato quanto accaduto sei anni prima, principalmente perchè hanno chiuso un ciclo e ne hanno aperto uno nuovo. Ed il 2010 si è aperto con le migliori aspettative possibili. Poi dramma. Però checcazzo! Penso di aver raggiunto, oggi, il limite di saturazione. I soggetti di Brizzi m’hanno ampiamente dilaniato le palle. La cosa peggiore è che loro non c’entrano nulla, c’entro io e la mia candidatura a sostituire il mio patrono nella sua causa. Penso di riuscire a vincere il premio molto presto. In più, quella ripetitiva ma sempre apprezzata playlist di Winamp ci mette del suo.
Però checcazzo e due.
Però checcazzo e tre.
Però checcazzo e quattro.
Però checcazzo e cinque.
Però checcazzo e sei.
Però checcazzo e sette.
Però checcazzo e otto.
Però checcazzo e nove.
Però checcazzo e dieci.
Mi fermo qui, ma come fece Simone in un post che non voglio linkare, sottolineo che non ho fatto CtrlC+CtrlV. Ho scritto riga per riga, word by word.
Diversamente dalla maggioranza dei miei precedenti post, l’unico destinatario di questo sono io. Mi devo ricordare che le lancette dell’orologio girano sempre in senso orario e se mi sembra che girino nel verso opposto, vuol dire che sono io a guardare il movimento dalla parte del fondello..
Per fortuna sono un testardo e continuo, insisto, risbatto il muso e via. Pronto a risbattere il muso. O forse no.
m.
PS: ora mi copio qualcosa dal telefono alla casella di posta, non vorrei perdermi una conversazione.