La colonna sonora di questo (breve) post è “All that she wants” degli “Ace of base“.
Questa era la premessa. Il fatto che con “shift+enter” si vada a capo senza aprire un nuovo paragrafo è un altro conto.
Già in altre occasioni ho descritto la beltà di alcune situazioni, prettamente casuali, delle quali si conserva un piacevolissimo ricordo. Nel caso specifico, parlo di una colazione a tarda notte, o primissima mattina, tra vecchi e cari amici. Situazione nella quale si scoprono altarini, si ricevono messaggi, si effettuano chiamate, si ricordano eventi, si eventuano ricordi. I neologisimi sono la mia nuova passione, per chi non lo avesse capito.
E’ il contesto esatto per tirare fuori vecchi post come, ad esempio, “Il governo che ci meritiamo: la mia Cesena“.
E’ la situazione perfetta per ringraziare il “lungo-saccente-ebreo” per la sua amicizia incondizionata, eterna e senza paragoni. Un’amicizia super-partes, o semplicemente super. Un’amicizia dove fioccano consigli e dove non esistono giudizi. Un’amicizia basata su pacchetti di fazzoletti lanciati sulle scale, di schietti ragionamenti scaramantici, di polmoni svedesi e prestanti motori tedeschi. E’ la ciabatta al tonno, così come il panino integrale, che ci unisce, ci divide, ci fonde e ci rende eternamente amici. E’ “giugno”, è “malattia”, sono mille insignificanti soprannomi a rendere speciale qualcosa di regolare.
E’ il cap. a ciliegia, la mania per la musica, per la subbbbaqqqua, per il Milan, per la Juve, per l’Inter, la mancanza di pelo, l’abbondanza (ai tempi) di tempo, a renderci unici.
Siamo noi, siamo quelli del 5°H del Liceo Galilei 02/03, della 5°A Montessori 94/95, ad essere speciali. Perchè noi siamo noi, e voi, come diceva Alberto Sordi nel “Marchese del Grillo”, non siete un cazzo.
m.
siamo noi, Lollo…
e lo saremo sempre…
ed è un plurale che mi tira su, nella paura di essere sempre più sola…
grazie!